Racconti

“Specchi” un racconto di Mandorla

(tempo di lettura 4 minuti)

Le lenzuola di seta scivolano sul letto illuminato dal caldo sole di luglio. Dallo specchio di fronte scorgo la mia figura intenta a sistemarle: ne stiro con le mani le minuscole pieghe. Dalla canotta bianca un seno è fuoriuscito e sul capezzolo cadono ciocche di capelli. Li alzo, fermandoli con un elastico che con la bocca faccio scivolare via dal polso. Non distolgo lo sguardo dallo specchio che ora riflette anche la tua figura: te ne stai sdraiato a guardarmi. Faccio una smorfia che restituisci sorridendomi ed incrociando le gambe. La tenda sospinta dalla brezza pomeridiana lambisce i polpacci e le mie natiche coperte da uno slip aderente. Ci fissiamo per dei secondi, quelli che bastano a farci dire Si, perché no?
Porto i gomiti ai seni che avvicinandosi lasciano cadere le spalline della canotta che sfiora i capezzoli turgidi e gonfi. Lascio il braccio sinistro sotto i seni e lentamente porto la mano destra nelle mutandine. Il mio sesso si schiude inerme alle dita. Mi muovo al ritmo del tuo sguardo fisso su di me. Non hai più le gambe incrociate e dal pantalone scorgo un rigonfiamento che accarezzi. Con le spalle mi appoggio al cuscino e dal cassetto prendo un vibratore. Accarezzo il viso, le labbra e i seni. Indugio sul monte di Venere mentre lentamente apro le gambe. Porti una mano sulla mia e con l’altra mi spingi la testa verso il tuo membro duro. Con la punta della lingua ne assaporo il glande fino alla corona mentre la tua mano stretta sulla mia fa scivolare il vibratore dentro di me. Mi bagno nuovamente e sorridi spingendo il tuo membro fino in gola. Mi piace tenerlo in bocca e mi eccita il piacere che noto sul tuo viso. Lo spingi tenendomi la testa con entrambe le mani ed io lo succhio forte e vogliosa. Dallo specchio vedo i miei seni gonfi muoversi alla velocità dei tuoi colpi di bacino. Mi strusci il pene sulle labbra stringendo fra le dita prima un capezzolo e poi l’altro. Ora ho voglia di sentire il tuo pene duro muoversi dentro di me.
Ti alzi e ti siedi su una poltrona senza braccioli. Io ti seguo.
Vieni qui su di me, dici.
Sento la punta entrare e farsi strada fra le pareti bagnate della vagina. Vado su e giù sul pene, prima lentamente e poi più veloce. Ti muovi assecondando il mio ritmo. Mi piace così, non ti fermare, sussurri. Lo sento tutto dentro, durissimo.
Mi piace scopare così, fammi sentire quanto è grosso, scopami ancora. Quasi urlo.
Adesso sei tu a dare il tempo ai nostri corpi eccitati. Appoggio le ginocchia sulla poltrona e divarico le gambe.
Continua…dico con un filo di voce.
Dal letto prendi il vibratore e con la punta giochi intorno al mio ano.
Ora tocca a me decidere, mi sussurri mentre con un colpo deciso lo lasci scivolare all’interno, e con il ginocchio sfiori il clitoride.
Ti piace così?, mi chiedi mentre lo tiri fuori e poi lo accompagni ancora dentro.
Sì, mi piace. Ti imploro di non fermarti. Rimpiazzi il vibratore con il pene. Gemo e vorrei sentirlo in bocca, nella vagina, fra i seni. Ovunque. È sempre più duro mentre mi sta dentro. Lungo la schiena e sulla bocca sento il sudore del tuo corpo.
Ti piace scopare così?
Sì, mi piace. Scopami ancora più forte.
Mi afferri un seno con le mani che poi infili in bocca. Mi lascio andare ai tuoi colpi.
Vengo, ti dico, sbattimi ancora che vengo
Non riesco a terminare la frase che sento le gambe diventare molli ed il viso infuocarsi. Ho il corpo tutto avvolto dal un calore che viene da dentro. Mi siedo e tu rimani in piedi accanto a me. Con la bocca lo lecco e lo succhio. Sento che stai per venire. Porti la testa all’indietro e lo sfili dalla bocca. Il tuo piacere mi bagna il viso e scende giù lungo il collo, fino ai seni.

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