Racconti

“Grandi speranze” di Lilith

Ron Hicks

Filippa sedeva alla finestra della cucina, crogiolandosi nella coccola mattutina del suo caffellatte dopo l’ennesima nottata insonne. Una sottile pioggia estiva tamburellava sul vetro mentre si ritrovava a pensare a Stella, conosciuta online pochi mesi prima. Ogni tanto si chiedeva se avesse fatto bene a scaricarla, ma in fondo ne era convinta: del resto non si erano mai incontrate di persona, e poi Stella le aveva detto di essere ancora presa dalla sua ex e di non volere impegni. Tuttavia era sembrato che ci fosse una sintonia particolare, un’intesa che si era trasformata quasi subito in un desiderio molto forte. Perciò Filippa si era sforzata di andare oltre le differenze, le incomprensioni, le liti, ma poi la noia aveva preso il posto dell’eccitazione e le sessioni di sexting, inizialmente piuttosto stimolanti, avevano cominciato a suonarle banali, quasi ridicole. “Tanto vale chiuderla qui”, si era detta. Comunque non poteva evitare di pensarci, a causa delle grandi speranze che aveva nutrito non tanto verso Stella, quanto nella loro scopata mancata. Era una curiosità fine a se stessa, che qualche volta faceva capolino in un angolo della sua mente a notte fonda, quando faticava a prendere sonno per il caldo… Allora la fantasia correva veloce, colmando l’oscurità della camera da letto. Filippa ricordava le foto voluttuose che le aveva mandato Stella, sotto la cui pelle quasi diafana traspariva un dedalo di vene pulsanti che avrebbe volentieri stuzzicato con la lingua. Quindi immaginava baci lenti, vogliosi, che dalla bocca cominciavano a scendere lungo il collo e sui seni. Con la saliva inumidiva i polpastrelli di una mano per stimolare meglio i capezzoli inturgiditi, facendo scivolare l’altra fino agli slip abbassati quel tanto che bastava a scoprire la vulva già gonfia e succosa. Iniziava a toccarsi con movimenti attenti ma decisi lungo le grandi e piccole labbra, attorno al clitoride e poi dentro e fuori, variando il ritmo. Le sue dita bagnate diventavano quelle di Stella e lei gemeva all’idea, girandosi a pancia in giù e muovendo freneticamente il bacino, sempre di più, finché non veniva travolta da un’ondata di piacere, proprio quando ormai fuori albeggiava.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...