Devi sapere che...

“Non identificarmi come vuoi tu” una riflessione di Carmen Cellini

Molto tempo fa, purtroppo non in una galassia lontana, litigai con un tipo. Premessa mi ero appena trasferita a Milano. Dopo tanti anni passati in una bolla bigotta, non soffocavo più. Ma ahimè mi sono dovuta ricredere in tempi record, nemmeno l’attimo di un illusione ingenua di una aliena appena atterrata. Bene, per riprendere il discorso, conclusi la discussione con il tipo e mi sentii rispondere, testuali parole, “ pensavo che una bionda con quella bocca carnosa me la desse facile, quanto sei frigida, un iceberg! “. Ed è proprio qui, il punto buffo quanto preoccupante. Ho iniziato a pensare fortemente a questa frase ed analizzarla. Un po’ come si fa con l’analisi grammaticale al liceo. Tante domande hanno preso il sopravvento, ma una più delle altre: “ che nesso c’è tra le scelte estetiche di una persona e quella che poi è l’intelligenza? perché il mio aspetto fisico, l’apparenza estetica, dovrebbe in qualche modo rispecchiare il mio pensiero?”. Un associazione no sense che detta da un coetaneo rende il discorso ancora più inquietante e non poco. Una connessione tra due cose che non possono essere paragonate. L’esteriorità non ha niente a che vedere con quello che è il contenuto di una persona, eppure in quell’istante lì ho percepito che la mia fisicità avrebbe dovuto identificare un pensiero stereotipato. Deludendo addirittura l’aspettative dell’interlocutore. Come se il corpo diventasse un mezzo discriminante, per gli altri e non per chi ne dispone, come se fosse il metro di valutazione per delineare la bravura, la professionalità o il consenso ad attuare determinate situazioni. Come se fosse di tutti quanti tranne che della legittima proprietaria che resta priva dell’auto definirsi in base a quello che comunica, discute o non. Se sei bionda, sei stupida. Se hai la bocca carnosa, sei oggetto. Se sei formosa, non sei persona. Il contenitore è ancora strettamente vincolato all’essenza in maniera arcaica ed ignorante, per cui se sei coperta e pudica, sei ok. Al contrario sei poco seria, problematica e in assoluto complicata se hai consapevolezza di te, vanità o semplicemente malizia. Tutto ciò avviene perché da anni, secoli, ci hanno bombardato d’immagini e discorsi contorti e patriarcali. Una visione basata su: pane e controllo del corpo femminile. Non c’è mezzo migliore per zittire una donna fragile attraverso l’uso improprio di commenti sul suo corpo, facendole sentire il vuoto. Facendola sentire vuota. Questa è la base dell’ignoranza, di una mente poco evoluta che degenera in bullismo che spinge donne come me ad utilizzare la propria voce, ma soprattutto tutto il proprio corpo come arma comunicativa per liberarci da stereotipi volgari. Si, ho una bocca carnosa e non la nascondo. È solo una bocca e guarda un po’ non l’ha utilizzo solo per fare i p******. E a quel tipo risposi “Ho avuto ragazzi bellissimi, come te. E paradossalmente le persone più vuote con cui io sia stata. Una bella estetica non fa di te una bella persona.”

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