Racconti

“Campeggio temperato” di Irene

“L’abbraccio (gli amanti)” di Egon Schiele

Dopo la sessione estiva ci meritiamo una vacanza. Una di quelle in camper. Decidiamo di andare in Svizzera. Non c’è molta gente, e la considero una grande fortuna.
Una sera decidiamo di accendere il fuoco. Il bagagliaio aperto ci permette di prendere ciò che ci serve.
Tra un aneddoto e l’altro, oltre a ridere e scherzare, ci guardiamo, baciamo…
Ci baciamo…

Ti bacio sul collo, hai un buon profumo caldo, avvolgente. Le parole sono svanite di colpo, non ci siamo altro che noi. Ci aspettavamo da molto. Ti salgo sopra, continuando a baciarti, inizio a muovere il bacino. Presto ho la certezza che quello che sto facendo ti sta piacendo, mi eccita, molto. Le tue mani iniziano ad esplorarmi, come se fosse la prima volta. Ci spogliamo, con gli occhi, con le mani. Nudi. Affannati, ci guardiamo per mezzo secondo, incantati. Io, ancora sopra, inizio a percorrere il tuo corpo con le labbra. Il viso, il collo, il petto (sento il cuore che batte forte… forte), il ventre. Sollevo lo sguardo, per incontrare il tuo, affamato. Ti ho tra le mani, sulle labbra. Inizio a muovermi lentamente con la bocca, con la lingua ti lecco la cappella, quanto mi piace, e pure a te. Mi aiuto con le mani a stimolarti, iniziano a tremarti le cosce. Sei bagnato dalla mia saliva, godi a tal punto da implorarmi di fermarmi, non vuoi venire.
Prendo il tuo membro tra le mani, ti guardo, questa volta dall’alto. Prendi il mio seno tra le mani, ti riempie la visuale. Mi pizzichi i capezzoli tra le dita, mi fai male, inarco la schiena emettendo un lamento di dolore e piacere. Ti faccio entrare dentro di me, sei caldo, sono calda e umida, pieni di desiderio. Mi chino su di te, mentre muovo il bacino, sempre più veloce. Mi chino, ti bacio le labbra con vigore, ti mordo, esce un po’ di sangue dal labbro inferiore.
Hai le mani sul mio sedere, stringi, quasi volessi entrare nella carne. Mi lascerai dei segni sicuramente.
Mi sollevi di scatto, mi prendi di sorpresa.
<<Non ti muovere, fai la brava>>.
Hai gli occhi del desiderio, ti brillano. Mi blocchi le mani sopra la testa. Ti muovi contro di me, ma non sei dentro di me. Mi avvinghio con le gambe intorno a te, cercando di avvicinarti, tanto ti desidero.
<<Ti prego…>>.
Mi tappi la bocca.
<<Ti ho detto di fare la brava>>.
Persa nel momento non mi accorgo che hai preso le manette rosa e che me le stai mettendo ai polsi. Mi immobilizzi.
Inizi a baciarmi le labbra, il collo, il petto, i capezzoli, li mordi. Arrivi al mio ventre. Mi guardi, guardi la mia vulva, bagnata, calda, gonfia, ti desidera. Mi baci le labbra, ma non quelle della bocca. Mi lecchi, mi fai tremare. Ti stacchi, inizi a stimolarmi la clitoride con un dito per poi infilarlo nella vagina, tutto un colpo. Due, tre dita. Ho il respiro affannato, non riesco a trattenere i gemiti di piacere. Arrivo all’apice, la mia schiena si inarca, gemo, quasi urlo, mi elevo, non sono più qui. Mi si sprigiona un sole dentro che con i suoi raggi raggiunge tutto il corpo, fino alla punta dei piedi.
Riapro gli occhi, ti sento di nuovo di fianco a me, mi baci la spalla, mi accarezzi il seno, con la mano ancora umida di me. Mi infili un dito in bocca, vuoi farmi assaggiare quello che hai assaggiato tu, il mio succo. Ti guardo negli occhi. Mi baci sulle labbra.
Siamo entrambi soddisfatti, felici. Ci guardiamo negli occhi e sorridiamo, finché non ci addormentiamo abbracciati, coccolati dal tepore dei nostri corpi.

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