Poesie

Poesie di Dumellamancina

Jack Vettriano

SECREZIONI

Spremo del sangue da un limone
del cesto di natura morta in cucina.
Capita a tutti, è normale.
Hai come me, un tagliere bianco candido dove
vedere nitide le nostre secrezioni?

ABBEVERARSI

Bevo dalla concavità dell’incavo
della tua clavicola faccio quello che
l’acqua da sola non riesce a fare:
travalicare il bordo
scorrerti addosso

e come i gatti dalla lingua rugosa con
manifesta foga felina arrivare
al punto più profondo

Fiocco fuoco e indovino l’oggi
il fiume la piena la cascata dei
nostri umori

NON UNIRE QUELLE LINGUE

Non unire quelle lingue
Sì lo so, quella poltrona le nostre posizioni
scomode il nome di un orgasmo comodo
chiamato ‘ Anna’ che non cerca nessuno e
arriva con la faccia schiaffata al cuscino
i punti di pressione mutevoli sul corpo


poi noi sfiniti ai braccioli arresi e
nudi come quando tirate via le lenzuola
si sente pace e non più quella che sai
paura

PASSIONE

Questa passione il calcio sullo stinco di
un terzino sbadato un tacco conficcato a tempo
l’ intermezzo di un tango nervoso
scatti della testa un cecchino sopra i tetti

bersagli ci ritroviamo a terra
il pavimento di una casa al mare
azzurra ad amarci negli intrecci delle mani
nelle mani. Una metà di mela verde
aspra strofina sulle gocce di sudore del tuo
petto villoso dove faccio presa stretta:

sei la cavalcata e i dossi cui non devo cedere

FIORI DEL MALE – L’ATTESA

Se non fossi arrivato subito
avrebbero preso fuoco i fiori del male
poggiati sul comodino che
dal fianco del letto avevo
spostato lontano perché di notte non
mi s’ incendiassero i capelli

– ad attenderti si suicidano i sensi –

VICINI DI CASA

Il poterti incontrare di notte mentre
torno a casa le scale il corrimano
il tuo piano l’umido

quello che hai visto di me
quello che ho sentito di te:
la trasparenza degli sconosciuti

Seducente
il lampo prima del tuono
l’abisso prima del tonfo
la parola l’angolo prima
del malinteso

Seducente il whiskey dopo essere
sceso per le scale della gola
la gonna che fai scivolare prima
di sfilare il cappotto
il tuo cappello volato sul parquet

un bacio schiuso
quello che ancora non è stato
la meccanica delle mani
timide

Seducente la mente ippotrainata
mèmore di seduzione subita
quella volta che è rimasta svampita

FERITA

Percorri con la lingua la deiscenza
delle labbra della ferita da cui vedi
sgorgare sangue

Emostasi di nuova donna

L’ALTRO

La pressione bassa il caldo io che
penso a te ma anche all’altro; è
l’inventario delle cicatrici

La pressione bassa l’irrequietezza
mi metto a livello del pavimento prima
di cascare, non mi do l’opportunità
di farmi male
Le gambe sollevate in alto
ascolto cosa torna al cuore

La pressione bassa la confusione
che avanza dentro la stanza
ho il rossetto sfatto per le troppe ciliegie
me lo tolgo mi sporco la faccia ho
le dita di rosso le palpebre chiuse

t’immagino lì sotto
il vestito corto

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