I consigli di Clitoridea & Friends.

Clitoridea & Friends: ho timore per la nipotina.

Ciao a tutt* !
Ho un “problema” con la mia cuginetta di 16 anni…
Ho molta paura ad affrontare argomento perché non voglio scadere in quel costrutto patriarcale nel quale tutti cresciamo.
La questione è che, come molte 16enni oggi, espone molto il suo corpo sia sui social che nella vita. Viene anche da una situazione familiare abbastanza complicata e a 13 anni (già super social purtroppo) le avevamo beccato dei messaggi su Instagram e Whatsapp molto spinte anche con sconosciuti che la aggiungevano e iniziavano a fare le solite moine dei viscidi da social. Non si è mai capito bene se qualcuno le avesse offerto anche ricariche telefoniche o regali in cambio di foto (che lei mandava). Purtroppo la situazione familiare instabile ha fatto si che questo comportamento venisse poco gestito e l’educazione riguardo al mondo maschilista venisse meno (a parer mio). Prima almeno i genitori le vietavano di postare cose troppo “osé” sui social ma ora sembra passato tutto in sordina e lei pubblica tranquillamente di nuovo foto e storie di ogni tipo.

Non fraintendetemi, io sono per il corpo politico, io sono per l’esibizionismo se volontario così come per qualsiasi decisione presa sul proprio corpo in modo consapevole.
Il punto è che io vedo nel suo esibizionismo poco consapevolezza del mondo, poca consapevolezza di se.
Non so bene come spiegarmi però quel suo mostrarsi non mi piace perché non vedo in lei la lotta al patriarcato ma solo puro esibizionismo immaturo

È così sbagliato questo mio pensiero ?
Questo mio modo di vedere è frutto del patriarcato connatura in me ?

Mi sento così combattuta dentro perché io non ho problemi con la nudità, l’esibizionismo ma in lei vedo solo tanta stupidità.

In più i suoi discorsi sono solo incentrati su cose di marca, Gucci, Chanel e volere un marito ricco…
Sono sconcertata e purtroppo mio zio non capisce che così tirerà su una ragazza con pochi ideali e valori.

Mi sento vittima di maschilismo intrinseco esprimendo questi pensieri però.

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3 pensieri riguardo “Clitoridea & Friends: ho timore per la nipotina.

  1. Avendo la stessa età della ragazza descritta penso di poter offrire un parere che tenga in considerazione anche l’altro lato della medaglia.
    Anzitutto inizierei evitando di chiamarla “nipotina” o “cuginetta” che sia, avendo lei 16 anni e non 5, ma questo è solo un breve appunto che faccio perché a molti ragazzi -me compresa- infastidiscono questi diminutivi, che sembrano sminuirci per via dell’età.
    Passando al succo della questione: non c’è assolutamente nulla di male nel parlare di brand di marca e non implica automaticamente immaturità o mancanza di valori, anche se ovviamente non so quali siano i valori di cui parla chi ha chiesto questo consiglio.
    Oltre a ciò, penso sinceramente che questa ragazza sia libera di postare quello che vuole, e se anche lo facesse unicamente per puro esibizionismo non ci sarebbe nulla di male.
    Apprezzo il fatto che tu -permettimi di darti del tu, spero non sia un problema- ti sia chiesta se questo tuo fastidio abbia una matrice patriarcale, e secondo me la risposta è sì.
    Mi spiego meglio: forse se fosse stata una ragazza qualunque non ti sarebbe importato (parlo senza conoscerti), ma essendo una parente potresti avere difficoltà nell’accettare il suo esibizionismo perché hai paura dei giudizi altrui o ti sembra che si stia inutilmente “concedendo” agli sguardi di tutti sui social.
    Non so se questo sia il vero motivo, ma per risolvere la questione inizierei domandandomi perché ti danno fastidio le sue foto, e soprattutto scendendo a patti con l’idea che la cosa non ti riguardi minimamente. Con tutto il rispetto, ma come -immagino- tu non vuoi sentirti dire nulla sul tuo corpo e su come usarlo, allora questa ragazza ha tutto il diritto di mettersi in mostra quanto vuole, senza sentirsi giudicata.
    Non ha senso dire “sono per l’esibizionismo se volontario” e poi criticarla perché si esibisce volontariamente (perché immagino nessuno la stia obbligando a postare determinate foto).
    Postilla finale: essere “super social” a tredici anni non è affatto un male, siamo nella cosiddetta era digitale e chiunque sia nato nel ventunesimo secolo è cresciuto con in mano un telefono, per lo meno nel mondo occidentale.
    Inoltre non so come abbiate fatto a scoprire quelle chat su WhatsApp e Instagram, ma spero vivamente che non le controllaste il cellulare, la privacy è molto importante.

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  2. Ho letto la sua storia e la comprendo. Son d’accordo con la prima risposta solo in merito ai nomignoli che possono infastidire un ragazzo a quell’età, perché ci si sente spesso sminuiti. Io ho 25 anni e da circa 3 anni, fino a dicembre 2019, mi esibivo in cam (gratis) per altri uomini. Ora non lo faccio più perché non me la sento nei confronti del mio ragazzo. Tuttavia, lo facevo con la consapevolezza di una ventenne e oltre a mostrare il mio corpo per soddisfare le mie pulsioni sessuali, sono una ragazza eclettica dalle mille passioni ed interessi. Insomma, è solo un lato del mio carattere. Il punto è che capisco benissimo ciò che intende soprattutto perché 1) è una ragazza minorenne 2)ho una cugina che parla solo di Gucci e Versace (per dire) ed è veramente vuota. Non riesce a ragionare in maniera più approfondita, fa ragionamenti senza senso, mentre per far credere che sia ricca, parla solo di uomini e donne e tronisti ecc. Insomma, non sta crescendo bene perché questa sua superficialità l’applica in ogni contesto e forma. È vero che parlare di marche non è sinonimo di stupidità, ma se parli solo di quello sì. Inoltre dipende. Un conto è parlarne in maniera costruttiva, capendo la qualità dei materiali, il lavoro dell’artigiano, il gusto e l’estetica. Un conto è dire “no io indosso solo Gucci perché è figo e tutti i vips sono così” (per dire). Le tematiche non sono interessanti di per sé, siamo noi a renderle tali. Quindi capisco benissimo le sue preoccupazioni. E non possiamo giustificare tutto col patriarcato. Se fosse stato maschio per me sarebbe stato lo stesso, non perché non possano esibire il loro corpo, ma perché sono minorenni e non hanno la consapevolezza di certe azioni e le loro conseguenze, possono alimentare anche la fame dei pedofili e dei violentatore in generale. Inoltre, il fatto di stare solo sui social è un dato negativo di fatto. Il ragazzo non legge, non guarda film, non si interessa al mondo e alla sua realtà ma pensa che la vita degli influencer sia quella da raggiungere. Il ragazzo non sviluppa una propria individualità e impigrisce la mente. Il consumo dei social può essere anche sano eh. Ma non perché siamo nel 2020 allora sei condannato ad una esistenza vacua fatta di filtri e aperitivi da mostrare solo per il gusto di far vedere che “vivi la vita”. Io direi di iniziare a parlare in maniera costruttiva coi genitori, senza giudicarli, ma trovando un modo per far capire alla ragazza che esiste anche altro. Per esempio stimolare il ragazzo in una passione artistica o sportiva potrebbe essere un buon inizio, parlargli anche delle persone che possono usare impropriamente le sue foto, possono essere anche malati che se scoprono dove vive la possono stalkerare, che è molto più bello impressionare una persona con la propria intelligenza e cultura, consiglierei un ragazzo/a motivato a seguirla nei compiti, non tanto perché va male, ma perché a quell’età si ha bisogno più che mai di una persona che ci guidi, ci stimoli negli interessi, ci trasmetta passione e importanza della profondità. Non penso sia questo il caso di maschilismo, stia tranquilla e in bocca al lupo!

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  3. Evidentemente l’esibizionismo è parte del suo modo di essere, l’eventuale mancanza di consapevolezza è una tua percezione, non è detto che coincida con il suo vissuto. Però se sei preoccupata per questo aspetto, invitala a seguire blog e profili che l’aiutino a vivere il suo esibizionismo e il suo tipo di sessualità con un altro tipo di coscienza, come ad esempio agit-porn, Carlotta vagnoli, Clitoridea stessa, di modo che possa aggiungere al suo percorso nuovi livelli di consapevolezza e conoscenza di sé. Insomma la aiuterei a stare bene con quello che è e che le piace fare, di sicuro eviterei paternali moraliste e, come ti hanno già scritto, questo uso del diminuitivo che risulta essere molto sminuente. Ha 16 anni, non è una bimba.

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