Racconti

“L’idromassaggio” di La Musa

FF513EA7-0E44-473E-9201-3FCA631183DBArtwork Edgar Degas, Dopo il bagno, donna con asciugamano.

Sono nell’idromassaggio dell’albergo in montagna. È quasi ora di cena e anche gli ultimi ospiti se ne sono andati. Chiudo gli occhi, appoggio la testa al bordo della vasca e mi godo la pressione e il calore dei getti d’acqua sui muscoli indolenziti dalle passeggiate. Ora che sono rimasta sola, sono più consapevole dello stato di benessere che l’acqua mi trasmette e mi abbandono languidamente a quella dolce sensazione. Mi sposto nella vasca, cercando la bocchetta dalla quale l’acqua esce con più forza e vi accosto il bacino, muovendomi piano per sentire ovunque quella piacevole pressione.

Sono talmente immersa in quel gioco sexy che non mi accorgo di te che ti sei avvicinato alla vasca, osservandomi con uno sguardo tra il divertito e l’imbarazzato. Quando finalmente mi rendo conto della tua presenza, scoppio a ridere fingendo innocenza e ti invito a raggiungermi nella vasca. Parliamo per qualche minuto come se niente fosse mentre sott’acqua i nostri piedi cominciano a cercarsi.

Il contatto mi provoca un forte brivido lungo tutto il corpo. Ti guardo con occhi pieni di desiderio. Tu evidentemente provi lo stesso e dici: “Perché non riprendi quello che stavi facendo, mentre io ti guardo?” Mi appoggio di nuovo al bordo della vasca, aprendo le gambe per accogliere il getto dell’acqua tra le cosce. Sento la figa infiammarsi e gemo di piacere.

Ti avvicini a me da dietro. “Ora togliamo questo costume ingombrante, così godi ancora di più” mi sussurri all’orecchio. Me lo sfili e afferrandomi per le natiche mi spingi verso la bocchetta, muovendomi avanti e indietro finché la pressione dell’acqua e le tue mani decise non mi fanno raggiungere un potente orgasmo.

Mentre mi riprendo, ti sfili i boxer e siedi sul bordo della vasca. Ti appoggio le mani sulle cosce e avvicino la bocca socchiusa al tuo cazzo eretto, guardandoti negli occhi.

Adesso fammi sentire se la tua bocca è calda quanto la tua figa” dici con voce roca. Non me lo faccio ripetere due volte e inizio a leccarti e succhiarti la cappella mentre con la mano ti meno l’asta. Ti tormento così per un po’, poi spalanco la bocca e mi infilo tutto il cazzo dentro.

Oh sì, tu sei proprio tutta calda” mormori, gemendo di piacere. Mi piacerebbe moltissimo che mi esplodessi in bocca, e godrei nell’ingoiare la tua sborra o nel sentirmela schizzare in faccia e sui capelli. Ma tu hai altre intenzioni. Mi aiuti a uscire dalla vasca e, dopo avermi avvolta in un asciugamano, mi fai sedere su un lettino accanto alla vasca.

Ora tocca a me” sussurri, aprendomi le cosce e avvicinando la bocca alla figa che freme di nuovo di desiderio. Dopo avermi leccata e divorata per un po’, mi fai sdraiare sul lettino e ti sistemi dietro, accarezzando il mio corpo voglioso.

Ti prego, scopami, sto morendo dalla voglia di sentirti dentro di me” ti imploro. Allora mi penetri la figa da dietro, prima dolcemente poi sempre con maggiore foga.

Ti piace il mio cazzo, eh?” mi chiedi ansimando. Rispondo che sì, mi piace essere sbattuta in quel modo e mi sottometto completamente a quei colpi che mi stanno portando di nuovo all’apice. Ma all’improvviso ti fermi, mi prendi per mano e mi inviti a seguirti di nuovo nella vasca.

Voglio che tu venga di nuovo con la pressione dell’acqua, ma questa volta mentre ti scopo il culo.” Non ho il tempo di protestare che mi hai già afferrata per i capelli per spingermi verso il bordo della vasca. Mi costringi a piegarmi e ad aprire bene le gambe per offrire il buco del culo al tuo cazzo gonfio di desiderio. Quando mi squarci per entrare dentro di me, emetto un urlo bestiale.

Brava puttana, fammi sentire come gode una cagna in calore.” Sono completamente succube dei tuoi colpi e del dolore misto a piacere che mi provocano, uniti alla meravigliosa sensazione dell’acqua che mi inonda la figa. Continuo a gemere in modo incontrollato mentre mi sussurri ogni genere di volgarità.

Alla fine esplodiamo all’unisono, inermi di fronte alla forza delle sensazioni che abbiamo saputo darci. Fuori è buio ormai. Gli ospiti dell’albergo sono tutti a tavola, mentre noi ci buttiamo esausti sul bordo della vasca come due guerrieri sopravvissuti alla più sublime delle battaglie.

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