I consigli di Clitoridea&Friends

Clitoridea & Friends: mi sento frustrata per come va la mia vita sentimentale.

I vostri consigli…

Credo che le frustrazioni per i nostri sogni infranti e per le nostre vite messe in stand by siano reazioni normali. Il fatto di interpretare questi momenti come tempo perso credo dipenda da come viene sfruttato il tempo. Se si usa una parte di questa quarantena per una crescita personale, per aumentare la consapevolezza di noi stessi potrebbe essere un ottimo investimento su noi stessi e potrebbe aiutare a sentire meno “indispensabile “ il dover avere per forza una relazione per essere felici.

Stare male perché le amiche hanno il fidanzato e te no è una debolezza comprensibile, specie in questo momento e ancora più profonda dato che la tua amica è a casa del moroso.
Tuttavia si dice che chi non è capace a stare da solo non è nemmeno in grado di star bene con gli affetti intorno a sé.
Perciò prima di tutto credo che tu debba accettare il fatto che sia single e smettere di invidiare le tue amiche perché hanno un partner. Ognuno ha la sua storia e i suoi tempi, e di certo decidere di concentrarsi a completare l’università non è un male, anzi! È una scelta coraggiosa, perché accantoni il divertimento e il piacere per un altro impegno, che in questo momento è più importante. Non pentirti quindi di essere sola e non invidiare le tue amiche, ti logorerà e basta. E non sentirti inferiore solo perché non hai un fidanzato: non lo devi sfoggiare come un animaletto domestico, ma come un valore aggiunto alla tua persona che ti faccia star bene e che possa insegnarti qualcosa di nuovo.

Ciao! Per certi aspetti mi trovo in una situazione simile. A 28 anni sono tra i pochi coetanei che conosco che vive ancora coi suoi. Le mie amiche se no sono andate via da casa da tempo e convivono, tra i miei ex compagni di scuola tutti o quasi vivono da soli. Non sono molte le persone della mia età che sono ancora a coi genitori, o se ci vivono ancora assieme sono ad un passo dall’andarsene. Io per molto tempo ci ho sofferto, ora meno. Ho fatto delle scelte di vita diverse ed ho vissuto situazioni diverse. Sto finendo l’università ma lavoro da 4 anni. Mi sto dedicando a me stessa e sto mettendo le basi per il mio futuro. L’unico consiglio che posso darti e di pensare a te stessa e non paragonarti mai alle altre persone. Purtroppo viviamo in una società che ci vuole accoppiate/i e produttive/i il più presto possibile. Usa questo tempo per dedicarti a te stessa e all’università, per conoscerti, per capire cosa vuoi. Non hai sprecato tempo, hai solo scelto una strada diversa da quella di altre persone, e non c’è nulla di male in questo.

Ciao! Io la capisco perché sono in una situazione simile, anche se ho solo 22 anni e non soffro così tanto per la mancanza di un partner. Innanzitutto ci tengo a precisare che non voglio sminuire le sue sensazioni, ma vorrei che si ricordasse due cose. Primo, che a 25 anni, se stai ancora frequentando l’università, è normalissimo vivere ancora con i genitori e questo non deve essere causa di frustrazione perché ogni cosa viene a suo tempo! E secondo, dobbiamo smettere di definire una relazione con un partner stabile come un obiettivo. Infatti sono dell’idea che ci sono molte altre ramificazioni della nostra persona su cui possiamo lavorare e in cui possiamo porci degli obiettivi, ma trovare un fidanzato/a non è una cosa che si può decidere, e su cui si può “lavorare”. Si può decidere di uscire e mettersi in gioco per conoscere nuove persone, ma non si può decidere di incontrare quella giusta per una relazione. E soprattutto non ci si deve colpevolizzare se non la si trova! Poi vorrei aggiungere che anche io ho una storia simile alla sua, nel senso che ho avuto solo poche storie e brevi, e sono diversi anni ormai che non ho una relazione stabile. Spesso parlando con amici e amiche mi trovo a dover ribadire che sono single non per scelta (né mia né degli altri), ma semplicemente perché non ho ancora trovato una persona con cui vorrei stare insieme.

Il concetto di ‘fallimento’ è una cosa tremendamente insidiosa. Lo conosco bene, perché ci convivo da molto tempo. Non so se possa esserti d’aiuto, ma penso che tutti si sentano falliti in qualcosa, soprattutto chi ha avuto la sfortuna di nascere fuori dalle generazioni in cui il benessere era più a portata di mano. Quello che mi sento di dirti è di concederti il lusso di concentrarti su di te e fare un passo alla volta. Se hai voglia di isolarti e non sentire gli amici per un po’, avvertili e fallo. Devi trovare e sentire bene i tuoi punti di forza, che sicuramente sono più di quelli che immagini e percepisci ora. Sfida te stessa quotidianamente, ma non metterti in croce e soprattutto concediti il lusso di riposare e scoprire il tuo corpo. Sii ‘perversa’, concediti l’estremo nel rispetto di te stessa e degli altri. Non ti conosco, ma ti mando un abbraccio stretto.

Io ho 23 anni e ho provato la stessa sensazione anche prima della quarantena a causa dell’università, soprattutto quando una mia amica che ha 22 anni è andata a vivere con il suo ragazzo a Londra. Lei ha fatto sicuramente scelte diverse dalle mie e per questo può ottenere quello per cui io dovrò sudare molto di più, e questo mi rendeva arrabbiata e mi faceva sentire sbagliata, anche perché uscivo da un periodo difficilissimo della mia vita e c’era chi stava realizzando i suoi sogni a differenza mia. Tutto ciò mi ha dato profondamente fastidio finché non ho realizzato che, nonostante la mia scelta di fare l’università mi rendesse ancora dipendente dai miei genitori, non sarei stata felice se avessi fatto le sue scelte perché non erano mie. Per quanto possa essere difficile a me piace studiare ed è così che voglio ottenere la mia libertà, anche se mi costa più tempo e più fatica. Fossi stata al suo posto probabilmente avrei sentito di perdere l’occasione di fare l’università. Un anno dopo ne ho parlato con lei e ho scoperto che tutto ciò che immaginavo come fantastico e che le invidiavo non era affatto privo di difficoltà e momenti difficili e la sua vita era stata sconvolta, ma non solo in positivo come pensavo io. Ogni situazione ha i suoi lati belli e brutti e io sono riuscita a essere felice solo quando ne sono diventata consapevole. Conosco tante persone che sono in quarantena con il proprio ragazzo e hanno dei problemi nella convivenza, senza contare le coppie che stavano insieme da una vita che si sono lasciate. Non per dire che se lo meritassero o cose simili, ma per dire che in ogni situazione ci sono difficoltà che non si provano in prima persona non si immaginano. Per superare la mia quarantena io ho deciso di pormi degli obbiettivi personali da raggiungere, in modo da chiarire a me stessa chi sono, cosa voglio diventare e dove sono diretta, questo mi aiuta a vedere la situazione in modo più limpido e mi rassicura.

Realizzazione della donna tramite la coppia che sente il bisogno di essere “invidiata”. In ogni caso credo che siano meccanismi che dobbiamo riconoscere e dai quali ci dobbiamo allontanare se pur con difficoltà. Hai 25 anni, sei giovanissima e non esiste un età in cui la nostra vita sentimentale deve trovare stabilità. L’amore non è mai stabile ma sempre in movimento e possiamo reinventarlo a tutte le età. Non esiste una data di scadenza. Concentrati su te stessa e interrogati su questo tuo dolore. Lavoraci su. Con questo non sto svalutando la tua esperienza anzi, tutti abbiamo bisogno di essere amati ma penso che sia giusto riflettere. Ti abbraccio. Scusate il messaggio infinito

Non posso dire altro che: ti capisco! Io ho 30 anni, sono stata lasciata il terzo giorno di quarantena via whatsapp, devo finire l’università e vivo dai miei… So esattamente come ti senti… Ogni giorno cerco di ripetermi che ognuno ha il suo percorso da fare, non c’entra l’età né quante storie si hanno alle spalle… però è dura.

Ciao! Innanzitutto non sentirti in colpa: se ti fa stare male è importante, e parlarne fa solo che bene. Guardo come prima cosa al fatto che hai chiamato “progetto” quello di trovare un partner. Non intenderlo come tale, non porti l’obiettivo di trovare una persona, non vederla come una tappa della vita che, insieme ad altre, determina se sei una fallita o meno. Piuttosto, impara a convivere con te stessa durante questa quarantena, scopriti, prova a conoscerti, studia e dedicati a tutte quelle cose che richiedono tempo, per le quali normalmente non abbiamo. La persona capita a caso, non la progetti. E poi è vero… Più cerchi, più non trov

Mi dispiace un po’ essere così dura, però ogni tanto ci vuole. Allora. Già dalle prime 5 righe ho l’impressione di ascoltare una persona estremamente insicura. Poi vado avanti a leggere e la mia ipotesi trova conferma. Sia chiaro, essere insicuri non è un “problema”, ma sicuramente può essere una cosa su cui lavorare per stare meglio con se stessi. Io trovo un po’ assurdo il fatto di piangere per un pomeriggio intero perché la tua amica è fidanzata e tu no, ma chiaramente mi rendo anche conto che ognuno ha le sue personali battaglie. Il punto intero del mio discorso è: se questa cosa ti fa sentire così profondamente frustrata, non credo nemmeno che tu sia pronta per gestire la relazione che così disperatamente desideri. Che significa che eri pronta ad avere un partner e poi boom, quarantena? Non c’è un momento per essere pronti ad una relazione, non etiche un giorno esci di casa e dici “oooh oggi vorrei proprio trovarmi un fidanzato per la vita”. È un po’una frase fatta, me ne rendo conto, ma il primo passo per stare bene con gli altri è stare bene con se stessi ed abbracciare la nostra condizione di singoli individui, pensanti e “self-loving”, autonomi, indipendenti, felici ed amorevoli nei confronti di noi stessi. Senza tutti questi presupposti, una relazione sana non può esistere. Quindi dico alla ragazza della domanda, lavora su te stessa, abbraccia il tuo io, renditi conto del tuo bastarti. Ed allora la persona che tanto brami arriverà, e tu nemmeno l’avevi cercata.

Purtroppo è l’influenza sociale in termini di performance. E soprattutto dello stereotipo che entro una certa data dobbiamo aver raggiunto per forza determinati obiettivi che sono giusti a livello sociale (storia fissa, università, laurea, lavoro fisso, convivenza, conorare casa,matrimonio, figli. Tutto in quest’ordine ). Chi esce da questo stereotipo è considerato come sbagliato, sfigato, pigro, con “qualcosa che non va”. Invece la vita è bella perché è imprevedibile, è diversa e soprattutto ognuno ha i suoi tempi e suoi obiettivi, diversi, unici. Vorrei dire a questa ragazza di perdonarsi, liberarsi dalle imposizioni sociali e ascoltare la sua voce interiore.

Devo trovare un partner.
A 25 anni devo essere io quella che convive.
La vita non è una lista da crocettare nel minor tempo possibile. Volere qualcosa, e la conseguente paura di rimanere senza, spesso fa prendere decisioni avventate e non ci permette di aprire gli occhi alla realtà. Tipo mi faccio andar bene qualsiasi uomo purché sia fuori di casa. Male. Molto male.r

Io di anni ne ho 35 non ho mai avuto una relazione amorosa ma solo di sessuali, vivo con mia mamma perché il lavoro che facevo era a tempo determinato e con la quarantena è andato a ramengo. Mi sento una fallita quando parlo con le mie amiche sposate conviventi ecc? No. Sono fasi. Anche io a volte mi sento triste perché vorrei qualcuno accanto, ma poi mi dico che è meglio (e sono convintissima di questo) che è meglio essere sole, imparare ad amarsi piuttosto che stare con qualcuno perché così non sono più sola. Io sono più grande di quella ragazza e ovviamente abbiamo due vissuti diversi, ma il pensiero di condividere la mia vita, i miei spazi, la mia casa con qualcuno solo per non sentirmi sola, bhe no. Penso sia normale essere tristi dopo una fine relazione ma credo dovrebbe ripartire da se stessa, conoscendosi, facendosi delle carinerie… Insomma corteggiandosi da sola.

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