Devi sapere che...

“SarsCov2 & sesso.” Chiarimenti di Loredana Gaudio e alcuni consigli di Ketty Rotundo.

Il SarsCov2 è un patogeno classificato nel gruppo hazard 3, insieme ai virus dell’HIV e della febbre gialla, ad esempio. Nel gruppo hazard 4 troviamo, tra gli altri, il virus dell’ebola.
I virus influenzali appartengono al gruppo hazard 2.
Il SarsCov2, pur provocando sintomi similinfluenzali non è un virus influenzale.
Se vi va, potete approfondire qui.

Come si trasmette il virus?

Le conoscenze sulla trasmissione del SarsCov2 sono in continua evoluzione perché anche il virus muta e modifica la sua affinità per tessuti e organi. Allo stato attuale non ci sono prove certe della presenza del virus nello sperma e nel secreto vaginale, ad eccezione di alcuni casi evidenziati in pazienti con sintomi evidenti da tempo.
È probabile che il lockdown abbia reso silente il vero dato sulla trasmissione sessuale secondaria, cioè quella non legata esclusivamente al rapporto genitale.
È incerta finora anche la capacità di trasmissione del virus attraverso il sangue.
Il dato certo è che il virus si trasmette con la saliva ed i contatti interpersonali.
E qui si apre un mondo…

Per contatti interpersonali si intendono tutti quei contatti nei quali le persone sono distanti tra loro meno di 1 metro (ma questo margine è stato abbassato per permettere all’economia di non collassare del tutto, perché in realtà in presenza di una carica virale sostenuta e con tosse e starnuti dovrebbe essere di almeno 2 metri). Quindi ad oggi sappiamo che qualunque contatto con un altro individuo che avvenga al di sotto del metro di distanza (con o senza mascherina a meno di non avere entrambi una FP3 con filtro che riduce al minimo questa possibilità) è una probabile fonte di contagio.

Ancora una piccola precisazione sulle conoscenze attuali in materia di contagio da SarsCov2.

Perché avvenga il contagio è necessario essere esposti ad una carica virale idonea e per un tempo congruo. Se sul quantitativo di virus è difficile regolarsi e comunque si presume più elevato in presenza di soggetti con sintomi ed in genere in luoghi chiusi, sul tempo si è visto che esposizioni al di sotto dei 15 minuti riducono di molto la possibilità di contagio.
Inoltre è ancora dubbia la permanenza di carica virale idonea sugli oggetti per cui rimane fondamentale senza alcun dubbio l’igiene profonda e continua di mani, viso, occhiali, gioielli, ripetuta anche dopo aver maneggiato spesa e pacchi e le buone norme igieniche sempre valide su scarpe e abiti usati per l’esterno.

Se volete approfondire potete leggere qui e qui.

Quando si è contagiosi? (Gli asintomatici).

L’attuale coronavirus è piuttosto contagioso e parte della sua capacità di diffondersi facilmente è dovuta al fatto che in molti casi comporta sintomi lievissimi, al punto da non rendersi conto di essere malati. Gli infetti con pochi o nessun sintomo mantengono quindi una vita sociale attiva, e inconsapevolmente diventano la fonte di contagio per molte altre persone. Alcune ricerche hanno inoltre rilevato come molti infetti fossero contagiosi già nei cinque giorni precedenti all’insorgenza di chiari sintomi da COVID-19.
Le persone infette non emettono sempre la stessa quantità di particelle virali: la loro contagiosità varia a seconda della carica virale, cioè di quanto sia diffusa l’infezione nel loro organismo. Il picco nella capacità di diffondere il coronavirus corrisponde di solito ai momenti poco prima di sviluppare chiari sintomi, e questo spiega perché molti infetti inconsapevoli contagino altre persone prima di praticare l’isolamento, quando scoprono di essere infetti perché si sono ammalati.
Il testo è integralmente tratto dall’articolo più recente e completo tra quelli divulgativi redatti da scienziati negli ultimi giorni, reperibile a questo link.

Sesso e SarsCov2

Benché non ci sia evidenza di una carica virale sostenuta nelle secrezioni genitali, l’attività sessuale, per il contatto che necessariamente comporta, è possibile fonte di contagio. In particolare sono ad alto rischio baci e respiri preliminari, nonché le pratiche che prevedono il rilascio di saliva sulle mucose (il virus non penetra nella pelle integra, ma possono essere presenti abrasioni non evidenti). Se il partner è convivente ed ha seguito le stesse nostre frequentazioni il rischio è molto più basso e non dissimile da quello che si corre in altre pratiche della vita quotidiana, mentre il rischio cresce in maniera esponenziale con la promiscuità sessuale ed i rapporti occasionali.
È importante in ogni caso avere più cura che mai dell’igiene intima e delle mani prima e dopo il rapporto, così come degli eventuali sextoys o tastiere o altri dispositivi. Non comportano rischi le carezze, i massaggi e le coccole, soprattutto e entrambi indossano la mascherina. Oltre baci e fiati orgasmali è da evitare il rimming (o anilingus è il rapporto orale dell’ano) dal momento che il virus è stato riscontrato anche nelle feci degli asintomatici. Per uno studio articolato che tiene conto di tutto ciò che si sa fino ad oggi, si può consultare questo sito.

Riflessioni di Ketty Rotundo

Lo so cosa pensate. Ma davvero devo fare certe cose con la mascherina, i guanti e un metro di distanza?
Parliamoci chiaro, è deprimente. Ma purtroppo, la situazione attuale è questa.

Non mi voglio dilungare più di tanto. A me, delle situazioni più catastrofiche, piace vedere il lato positivo. Qualcun* penserà Perché, c’è un lato positivo?
Personalmente un lato positivo lo vedo.
È quello della sperimentazione.
Ebbene sì, car* amic*, questa pandemia, anche a livello sessuale, ci porta, per qualcun* in modo riluttante, a dover sperimentare altre pratiche sessuali.
Per molte persone il sesso è visto come la pratica del corpo a corpo o ancora,come la sola penetrazione. Ma il sesso, non è fatto solo di queste cose. Al contrario! Molte pratiche che qualcuno considera solo dei preliminari, in realtà, fanno parte del fare sesso.
La masturbazione, per esempio. Quest’ultima non deve essere intesa solo come il piacere dato a sé stess* da sé stess*. Ma può anche comprendere il piacere dato da una persona all’altra.
Esempi pratici? Provate a masturbare il/la vostr* partner. Mettete la mascherina, ridete anche della situazione, se volete. Io riderei tantissimo. Ma non disperatevi, anzi! Dopo aver riso, mettete i vostri guanti in lattice, un po’ di lubrificante e…insomma, non devo spiegarvelo io…
Oppure, avete mai provato a posizionarvi in due posti diversi della stessa stanza con un’altra persona e a masturbarvi ognuno per i fatti propri pur guardandovi? No? Se non lo avete mai fatto, siete sicur* che non vi possa piacere? Fatemi sapere!

Volete altri consigli? Beh, c’è la posizione tanto acclamata, soprattutto in questo periodo, ovvero la pecorina. Ridete? Lo so che qualcun* ride. Ma pensateci bene. È una delle posizioni sessuali che evita il contatto faccia a faccia.
Insomma, se ci riflettete bene, potete trovare da sol* le posizioni e i giochi da fare con il/la vostr* partner per evitare un’eventuale contagio.
Concludo dicendo una cosa molto importante, tra le altre.
Nessuno può dirci se fare o non fare sesso. E soprattutto, nessuno può o deve giudicarci se scegliamo di fare sesso con qualcun* pur sapendo che c’è un rischio di contagio.
Quello che voglio dirvi io, però, è di pensare anche alle persone che vi stanno intorno.
Dal momento che ognuno di noi può essere contagiat* e può contagia*, se scegliete di fare sesso, cercate, per quanto possibile, di tutelare le altre persone.
Non dico altro, se non…buona sperimentazione a tutt*!

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