Racconti

Un racconto di Elettra Elle.

79993123-b9ba-4ceb-954e-ad09e66beb96

Dipinto di Jean Léon Gerôme

Gaia si fa la doccia e inizia così il rituale dei suoi preparativi, la musica è accesa per tutto il tempo. Mentre si lava il viso e si depila le gambe, le ascelle, il pube, si osserva attentamente allo specchio. Tornata in camera si spalma la crema, sulle gambe lisce, sul seno, sul culo. Immagina mani che lo toccheranno e lo sentiranno morbido e sodo. Francesca la guarda dal letto compiaciuta. Anche lei immagina le stesse mani, e il pensiero la eccita. Gaia continua a guardarsi nello specchio mentre la fidanzata le accarezza la pancia piatta e muscolosa e le chiede piano: «Vuoi proprio andare vero?»
Gaia le sorride:
«Lo vedi anche tu che sono distratta, non penso ad altro da giorni». Apre il cassetto e sceglie attentamente il perizoma, si allaccia il reggiseno di pizzo nero. Si gira di tre quarti e controlla l’effetto sul suo sedere. Si sente sexy, con la biancheria scura a contrastare sulla pelle ancora lievemente abbronzata. Si veste rapida: pantaloni attillati, canottiera nera che lascia intravedere il pizzo del reggiseno, stivali neri e giacca di pelle. Si trucca lievemente e si spruzza il profumo sui polsi e sul collo. Fantastica per un secondo sulle labbra che si appoggeranno lì e sul naso che si ecciterà per quell’odore.
È pronta per uscire e si sente elettrizzata. È la sensazione che la fa sentire bene, quella dei primi incontri, del gioco, del flirt e della seduzione. Saluta con un bacio veloce Francesca, ha fretta di uscire e l’altra lo sa. Deve mettersi un po’ da parte e avere pazienza. Gaia si mette le cuffie per poter continuare ad ascoltare la musica e sale in bici. Le piace correre veloce e si sente perfetta mentre pedala al ritmo della canzone, non si vergogna di cantare e sente le carezze degli occhi che la guardano mentre passa. Arriva a tutta velocità davanti ad uno dei bar che frequenta sempre e scende agile dalla bici, godendosi gli sguardi addosso di chi è seduto ai tavolini. È un po’ in anticipo. Le piace essere lei quella che vede l’altra arrivare. Prende una birra e si accende una sigaretta sedendosi fuori dal locale.
La ragazza arriva e la serata passa veloce, mentre l’alcol fa crescere il livello dell’eccitazione. È ovvio che si piacciano e flirtano apertamente. Entrambe sanno già come finirà l’incontro ma giocano ad avvicinarsi lentamente, sfiorando i corpi. Passano da un altro bar e ad un terzo, anche se è già molto tardi e sono ubriache. Escono a fumare una sigaretta, sono vicine sul gradino del locale. Gaia sente il profumo dell’altra, che l’aveva tormentata già dal pomeriggio del loro primo incontro, inebriante e sexy e la desidera moltissimo. La sigaretta finisce, si alzano per rientrare, le teste vicine. Gaia si gira a guardare la ragazza e la bacia con foga, spingendola contro la parete. Le lingue ognuna dentro la bocca dell’altra e Gaia capisce subito di non essersi sbagliata nel sceglierla. Bacia benissimo, con un po’ di gioco di morsi e di labbra, ha un piercing sulla lingua che succhia tirandolo un po’ con le labbra. I corpi sempre più vicini e stretti mentre si eccitano entrambe. Ad un certo punto la ragazza infila la gamba fra le cosce di Gaia che le si appoggia addosso iniziando a sfregarsi piano. Le intreccia le braccia dietro al collo e, mentre l’altra le fa scivolare entrambe le mani sul culo, sente le mutande umide sotto i pantaloni. Odia scopare in posti scomodi, e dopo un po’ propone di spostarsi a casa.
Una volta a casa il gioco si ripete, ma si baciano piano adesso.
Gaia le fa scivolare la lingua sulle guance, sul collo, sulle orecchie. La ragazza le passa le mani sotto la maglietta, le accarezza la schiena e scende fino al sedere. Glielo palpa, è il suo punto debole e Gaia inizia a baciarla con più foga. La coscia preme ora sul pube della ragazza, e allo stesso modo risponde spingendo il suo pube contro la gamba di lei. Mentre si baciano iniziano a sfregarsi piano, ancora con i jeans addosso. Il ritmo aumenta, la ragazza le spinge su e giù il culo e le morde piano il collo. Gaia si sfila la maglietta. L’altra la guarda per un secondo e poi, con un gesto veloce le apre il reggiseno.
La prima è seduta a cavalcioni sopra di lei che inizia a succhiarle i capezzoli mentre le viene sfilata la maglia. Si era già accorta durante la serata che non portava il reggiseno, e i suoi capezzoli l’avevano eccitata spuntando ogni tanto attraverso il tessuto sottile. La pelle è liscia e compatta e le mani di Gaia salgono veloci, stringe i due seni con le mani aperte, sono tondi e sodi. Glieli vuole leccare. Così la fa stendere e le solleva la maglia fino al collo. Si china e inizia a baciarle, prima una e poi l’altra, avvicinandosi sempre di più ai capezzoli, intanto stringe i fianchi stretti della ragazza che geme e si muove sotto di lei. Finalmente arriva colla lingua sulle areole, le mordicchia il capezzolo e l’altra emette un lamento. Continua e intanto le slaccia i pantaloni e infila una mano dentro appoggiandola sopra la vulva calda della ragazza. Questa è eccitata e non resiste più ai movimenti lenti: si solleva di scatto e fa stendere Gaia sotto di lei, togliendole i pantaloni.
Ormai ha solo il perizoma e ha voglia di essere penetrata, così solleva il culo spingendo la sua figa verso l’altra che le scosta le mutande ma si limita a passare un dito fra le labbra bagnate fino al clitoride, facendo una lieve pressione. Sente la figa che si apre sempre di più al contatto. Gaia si fa sfuggire un «ti prego…» e la ragazza sorride. Finalmente infila un dito, uno solo, dentro fino in fondo alla figa bagnata.
Gaia inarca la schiena per il piacere di sentirsi finalmente riempita. Il movimento del dito continua, dentro e fuori. Con gli occhi chiusi la sente gemere sempre più forte. Poco dopo Gaia afferra il polso alla ragazza e, facendo in modo che la sua mano non si sfili, si gira di schiena e solleva il culo perché l’altra la continui a scopare. Ora le dita sono due e ad ogni colpo il clitoride sfrega contro il materasso. Gode sempre di più mentre l’altra la scopa con più foga, spingendo fino in fondo le dita. Gaia non pensa più a niente se non alla sensazione di piacere che cresce velocemente. Non trattiene i gemiti. L faccia premuta contro il materasso, mentre dietro di sé sente anche il respiro affannato della ragazza che aggiunge un altro dito riempiendola ancora di più e con qualche colpo la fa venire.
Gaia si stende sulle lenzuola mentre sente la mano che esce dalla sua figa. La ragazza si asciuga le dita bagnate sul suo culo e si stende accanto a lei ansimando. Gaia inizia a baciare l’altra sulla bocca e sul collo, dopo poco scende di nuovo sul seno, le fa diventare i capezzoli duri con la lingua e scende ancora: finalmente le sfila i pantaloni e inizia a baciarla sopra le mutande. Ha un buon profumo, è calda e umida. La ragazza si contorce e geme quando le labbra si appoggiano sul clitoride. Le sfila le mutande e le apre le labbra con due dita e inizia a leccarla. Allarga i movimenti della lingua arrivando fino all’apertura della figa, ormai completamente aperta. Infila la lingua e inizia a muoversi, dentro e fuori. La sente godere e le mette una mano sulla testa spingendola ancora più dentro di lei. Ha la faccia bagnata del liquido dell’altra, mischiato alla sua saliva. Con la mani le tocca la pelle morbida dei seni, della pancia, delle cosce. Sente l’altra che godere e inizia a masturbarsi. Con tre o quattro movimenti del bacino l’altra le viene in bocca.
Gaia è in bici e torna verso casa. È uscita ordinata e profumata, ora è scarmigliata. Il viso, le labbra e le mani odorano di sesso. Entra in casa silenziosa, anche se sa che Francesca è sveglia. Nella camera la luce dei lampioni filtra dalla tapparella permettendole di intravederla, stesa sul letto. Si spoglia veloce e si infila sotto le lenzuola, affianco a lei, con indosso solo le mutande. La abbraccia e sente il corpo teso dell’altra. Le sale sopra e si stende su di lei: «Sei arrabbiata?» le sussurra all’orecchio, «Ti è piaciuto?» le risponde lei, «Sì, ne avevo bisogno.». Francesca geme a quelle parole.
«Non resistevo più. Senti, sono ancora bagnata.»
Gaia le prende la mano, dirigendola verso le sue mutande. Francesca le scosta e le sente umide: «Ti posso toccare?»
«No, non ho voglia, ma ti posso raccontare come è andata se vuoi».
Francesca fa sospiro di desiderio e Gaia inizia a descriverle la voglia e l’eccitazione che erano cresciute nei giorni precedenti all’appuntamento e durante la serata.
Mentre racconta si eccita di nuovo, e si sfrega contro il pube di Francesca, provocandole piacere. Francesca pensa al desiderio di quell’altra, alla foga con cui si sono scopate, mentre lei aspettava e immaginava, a casa. Guarda la sua ragazza, che ad occhi chiusi si masturba su di lei, ancora tutta concentrata sull’altra, sulle sue mani che la riempiono.

Un pensiero riguardo “Un racconto di Elettra Elle.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...