Racconti

“Andrea” di Emma

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(Fotografia dell’autrice)

Io e te fuori a cena. Hai scelto un posto tranquillo, non troppo pretenzioso, piccolo e raccolto. Tu, come sempre, in giacca e cravatta. Io molto più casual ma con quella maglia ti eccita. Sarà il vino, saranno gli sguardi fugaci o le gambe che si sfiorano sotto al tavolo, ma l’ambiente è molto caldo. Non passa molto e ci affrettiamo verso l’hotel. Neanche il tempo di entrare in ascensore che mi sei già addosso con i tuoi baci irruenti e intensi. Ci trasciniamo all’ingresso della nostra stanza. Un secondo dopo siamo dentro e mi sbatti contro la porta. Mi alzi le mani sopra la testa e riprendi a baciarmi con quell’intensità che ti succhia il respiro. Scivoli dalla bocca al collo, assaporando i brividi dell’eccitazione sulla pelle. Cresce la tua sete di me, il calore umido delle tue labbra apre gli argini del mio intimo piacere, lasciandomi le cosce intrise di voglia. Mi libero dalla tua presa e ti abbraccio, tenendoti la testa con una mano mentre premo le mie labbra su di te, forzando la lingua nella tua bocca. Scorri le tue mani lungo la schiena, sotto la maglietta, con la sicurezza di chi sa come portarmi al limite. Senza neanche rendercene conto, uno ad uno i vestiti raggiungono il pavimento. Mi spingi sul letto e sei subito sopra di me, mentre slacci il reggiseno di pizzo rosso. Il mio seno non è più costretto.
Esiti, incantato, davanti la loro prosperosa bellezza, per poi avvicinare la punta della lingua ai capezzoli inturgiditi. Li lecchi, li succhi, li mordi. Brividi sempre più forti scuotono il mio corpo, quando con la bocca scende verso gli slip ormai fradici di quell’umore caldo che ti fa perdere la testa. Con baci leggeri, ti avventuri giù, alla scoperta delle mie cosce, per poi dischiuderle. Sposti gli slip fino ad avere di fronte le labbra della mia vulva, ormai gonfie e bagnate dal desiderio. Un secondo dopo le suggi con movimenti leggeri ma decisi. Rischio di venire, così ti fermo. Ti bacio per gustare il mio sapore: le tue labbra bagnate mi spingono a voler gustare il tuo. Ti faccio stendere e mi metto a cavalcioni su di te. Il tuo cazzo duro spinge contro la mia figa. Ti bacio trascinandomi lungo il tuo petto fino al pube. Libero la tua meravigliosa erezione. Il tuo cazzo è grosso e madido, la sua cappella gonfia e turgida. Non resisto, la faccio scivolare in bocca, voglio sentire il tuo cazzo spingersi fino in gola e succhiartelo così intensamente da imprimere il ricordo nella tua memoria. Gioco con la cappella, la avvolgo tutta e la mordo con delicata voglia. La assaporo con la lingua fin nel buchino, con quella dovizia che ti scatena piccoli fremiti. Il mio bisogno cresce, così lo infilo in bocca offrendoti lo spettacolo, mentre te lo succhio intensamente. Alzo gli occhi per incrociare il tuo sguardo. Resti immobile sussurrando solo “Oh… cazzo… mi fai… impazzire”, con quel tono di voce che ogni volta mi ruba la vita dal corpo. Nel frattempo mi aiuto con la mano, scorrendo sull’erezione che si infila fra le mie labbra. Pulsa intensamente, pronto ad esplodere, ma non puoi venire ora. Mi fermo crudelmente: ti voglio. Tutto. Adesso. Sfilo gli slip, torno a cavalcioni su di te, e inizio a strusciare la mia figa bagnata sul tuo cazzo, mentre con le mani ti blocco le braccia sopra la testa. Mi piego e ti mordo il labbro inferiore, mentre i miei seni caldi sfiorano il tuo petto. Con un movimento deciso faccio scivolare il tuo cazzo dentro di me. Esito un secondo e inizio a scoparti. Scendo e salgo su di te con ritmo e decisione. Inizi ad ansimare, sussurrando parole che perdono significato, confuse dall’eccitazione. Ti zittisco a colpi di lingua. Mentre proseguo nell’intensità della cavalcata, con un filo di voce mi chiedi di mettermi a quattro zampe. Non ci penso un secondo. Svelta mi preparo ad accogliere le tue spinte. Mi prendi i fianchi e mi infili il cazzo dentro, tutto d’un colpo. Sono travolta dalla sensazione più intensa che io abbia mai provato. Continui a scoparmi con foga mentre mi schiaffeggi il culo. Mi fai male ma mi ecciti da morire. Sono quasi al limite. Per farmi godere fino alla follia, raccogli gli umori della mia figa su due dita e, con un movimento attento, le fai scorrere con abilità nel mio culo. Sentire il tuo cazzo e le tue dita dentro di me mi fa urlare. Non smetti di sbattermi con tutta la forza che hai in corpo, fino a quando non esplodo copiosa. Senza esitare, ti sfili, chinandoti su di me per assaporare e suggere il mio piacere. Sono stremata. Raccolgo le forze, mi metto in ginocchio davanti a te e inizio a succhiartelo fino allo sfinimento. Il tuo cazzo è ormai duro come la pietra e pronto a inondarmi la bocca. I tuoi muscoli che si contraggono mi avvisano dell’orgasmo incombente: apro bene le labbra per accogliere il tuo orgasmo. Esplodi in schizzi intensi che gusto senza remore, bevendone ogni goccia con avidità. Ora siamo entrambi stremati, crolliamo sul letto, ancora vibranti del piacere che ci ha pervaso, mentre la coscienza svanisce nel sonno che ci coglie entrambi, nudi e abbracciati.

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