Dirty Talk: letteratura sporca

“Il protagonista”di Luigi Malerba – Recensione di Giovanni Canadè

978880465965HIG-310x480

Quando a parlare sono i genitali, ti vien subito in mente I gioielli indiscreti di Diderot (1748), in cui le vagine, prese da incantamento, raccontano le proprie avventure sporcaccione, spettegolando su vizi e virtù delle classi sociali dell’epoca. Libertino e illuminista, Diderot, a dire il vero, non dà il meglio di sé, ma segna l’inizio di un gioco narrativo che più pornografico non si può. Eppure, non si ricordano esempi eclatanti di letteratura genitale, se vogliamo chiamarla così, di una narrativa che dà voce a “loro”, ai nostri organi preferiti (diceva Woody Allen in un film, “Il cervello è il mio secondo organo preferito”).

Facciamo quindi un salto temporale, e arriviamo al 1971, anno in cui viene pubblicato il celebre Io e Lui di Alberto Moravia. Celebre, dicevamo; storicamente anche importante, ma non tra le sue opere più pregevoli, a essere sinceri. Moravia, come Diderot, è un illuminista, e forse sta proprio nell’approccio troppo scientista il limite del giochetto non riuscito di Io e lui: un romanzo macchinoso, didascalicamente freudiano nonostante ne sia anche una parodia; comico ma senza la leggerezza del genere. Del Lui moraviano veniamo a conoscenza di tutto: forma, dimensione, petulanza, prestanza, incostanza eccetera. Il rapporto col protagonista del romanzo è contraddittorio ma inscindibile. Il romanzo, accusato di pornografia, come successe spesso al grande scrittore romano, resta un consiglio letterario che l’umile estensore di questa rubrica vi invita a riscoprire, qualora non lo conosciate, nonostante sia da decenni libro di culto.

Meno conosciuto è il coevo romanzo di Luigi Malerba, avanguardista del Gruppo ’63, grande giocoliere di parole, rimasticatore di frasi fatte e riscritte secondo una dialogica tutta malerbiana fatta di anacoluti, interruzioni e mistificazioni. Il romanzo si intitola Il protagonista e laddove nel precedente moraviano il dialogo era a due, Uomo/Pene, qui il narratore in prima persona è soltanto Lui. Malerba abbandona lo psicologismo e affonda nel simbolismo. Le erezioni del nostro pene sono raffrontate alla magnificenza dei simboli fallici monumentali, obelischi, torri, tronchi.

Il punto di vista del lettore è quello del pene, che riduce il Capoccia, il possessore del pene, a semplice comparsa o meglio a organo in funzione del suddetto pene.

Viaggiamo nel grottesco, da Rabelais a Miller; grottesco è il Capoccia, disagiato maschio medio borghese radioamatore che passa le serate a cercare donne nell’etere con le quali masturbarsi (se riscriviamo la storia nel nostro decennio ne traiamo il profilo del tipico maschio che approccia le donne in chat chiedendo foto nude per masturbarsi. Come dire: gli uomini non cambiano).

Tra camionisti e cinesi, solo Elisabella, sorella gemella di Isabetta, sta al gioco, addirittura accetta di vedere quell’uomo pericoloso, quel Capoccia evanescente-impotente di fronte alla consapevolezza femminile, trovando la propria sicurezza sessuale solo nella violenza, nel sopruso gretto; perdersi nell’amore per una balena mummificata, entrarle nella fessura oppure inculare le terga bronzee del cavallo bronzeo di Garibaldi, in un solitario parco romano.

Solitudine e disagio maschile, virilità messa in ridicolo, come quando, per mancanza di femmina, il Capoccia inserisce il nostro protagonista tra due elementi di ghisa di un termosifone. Ma il romanzo non è solo narrazione di un destino ridicolo seppure incosciente, Il Protagonista è una eroicomica avventura cittadina, commedia erotica brillante. Tra vedove allegre dalle calze nere, paesanotte ingravidate nel tragitto dai campi a casa, a un finale di resa e unica potenza virile, con l’accettazione della necrofilia. Perché Luigi Malerba ce lo ha scritto in questo romanzo del 1973: certi uomini, malati di virilità, non sono capaci di donarsi al sesso, possono solo grufolare nel trogolo della loro miseria.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...