storie

Verginità e prime volte.

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(artwork Sandra Cumplido)

Il racconto che segue potrebbe intitolarsi Mozzarelle e disastri.

Ho dato tantissima importanza alla mia prima volta. Forse perché, di carattere, sono sempre stata innamorata dell’amore, e forse perché mi spaventava tantissimo. Voglio dire, ero terrorizzata dal primo bacio, figuriamoci dalla prima volta con il sesso.
Se fossi stata più consapevole di me stessa, come adesso, forse avrei fatto sesso molto prima. Invece ho aspettato i 19 anni, mentre le mie amiche erano già avanti rispetto me. Quando a 13 anni io dovevo dare ancora il primo bacio, loro si nascondevano sotto il lido balneare dove andavamo e facevano i loro primi “pompini”, detto volgarmente. Non le ho mai giudicate per questo, anzi. Mi sentivo io quella sbagliata. Quella fuori dal coro. Ero timidissima e non sapevo proprio da dove iniziare. Stiamo parlando degli anni ‘90, per quanto riguarda il primo bacio. Facevo le “prove” con la mano o baciando i poster dei miei amati che trovavo nel Cioè. Quanto mi vergognavo…
Ma questo è un altro discorso.
La mia prima volta, quindi, è stata per amore. Volevo che fosse speciale, che fosse con una persona che amavo. All’epoca non ero ancora molto cosciente dell’importanza che ha il mio corpo. Però sapevo che dovevo essere innamorata. Me lo insegnavano Laura Pausini, Giorgia e Ligabue. Voglio dire…
Così, un anno prima di “farlo”, ho conosciuto quello che sarebbe stato uno dei grandi amori della mia vita.
Ricordo come fosse ieri la prima volta che l’ho visto, è stato il classico colpo di fulmine. Ovviamente mi stava antipatico, e ovviamente me ne sono innamorata subito. Mi faceva ridere, agitare lo stomaco, ero totalmente cotta. Ma non ero ancora pronta. No. E non lo era nemmeno lui. In realtà non se ne parlava proprio. Il sesso? Oddio no! Non era un argomento di cui parlavamo. Ci baciavamo, qualche toccatina qui e lì sopra i vestiti.
Se non fosse stato di Torino, forse avremmo “sbrigato” molto prima le pratiche. Ma io non avevo fretta. E credo nemmeno lui. E poi vivevamo la nostra storia in lontananza. Io giù in Calabria e lui su in Piemonte. Andavamo ancora a scuola e questo ci portava a vederci davvero pochissimo.
Ci scrivevamo lunghe lettere d’amore e di attesa. Lettere che conservo ancora e ogni tanto rileggo. Sorridendo. Ad ogni modo…
Esattamente a un anno dalla nostra conoscenza scese per l’estate e per festeggiare il nostro primo (unico) anniversario. Era tutto perfetto, almeno nella mia testa.
All’epoca io avevo una Smart gialla che mio padre decise di regalarmi per i miei 18 anni. No, non era una figata. Ho sempre amato guidare, e la Smart non è una vera macchina.
Ragion per cui, quando lui scese, prese in prestito la macchina della zia. Ricordo ancora quando mi disse “Ho chiesto a mia zia la macchina, così…”. Così possiamo farlo lì, voleva dire. Perché lui lo sapeva che sarebbe successo. Ma forse non sapeva che io avevo in testa un film degno di Julia Roberts.
Prenotai un tavolo al ristorante cinese vicino casa, era l’unico che potevamo permetterci. E la mia idea era quella di cenare e andare in pineta (da noi se scopava in pineta!) e liberarmi da quello che sì, era diventato un peso negli anni. Ma le cose non andarono come avevo immaginato…
Alle sette di sera mia madre mi disse “Vai a comprare due mozzarelle.” Così lo chiamai a casa e venne a prendermi con la macchina della zia. Al negozio di alimentari non ci arrivammo mai. Andò sul molo e parcheggiò. Non ricordo con esattezza gli attimi prima che precedettero il fattaccio. Ma ricordo benissimo che mi ritrovai stesa sul sedile passeggero con lui di sopra. Vestiti a metà. Era tremendo. Non sentii nulla. Né dolore né piacere. Ricordo lui che si muoveva su di me (e dentro) in modo impacciato. Almeno oggi posso dire che lo fosse. Ma era anche la sua prima volta. Mentre lui si muoveva come un coniglio impazzito, io pensavo alle mozzarelle e pregavo che finisse in fretta perché altrimenti il negozio avrebbe chiuso. Dio, se ci penso mi viene da ridere. Ovviamente le mozzarelle non le comprai mai e mi beccai anche una bella strigliata da mia madre.
Nel corso dei mesi successivi le cose non andarono in modo diverso. Anzi, quando ci vedevamo ero terrorizzata dal dover fare sesso. Certo, perché all’epoca credevo che fosse una cosa che andava fatta. Pensavo “ma questo è il sesso che tutti esaltano? A me non piace e non voglio farlo!”
Con lui poi ci lasciammo (non per via del sesso a coniglio combattivo). Con i ragazzi che arrivarono dopo le cose non cambiarono poi tanto. Non godevo. Eppure sapevo cosa significasse godere e avere un orgasmo. Da sola ero regina di me stessa e del mio corpo dall’età di 12 anni.
Il vero sesso, quello bello, quello fatto di piacere, posizioni, scelte e libertà, è arrivato molto dopo. Per fortuna aggiungerei.
Dopo quasi dieci anni dalla mia prima volta, incontrai nuovamente lui. Se semo fatta ‘na ripassata. Ecco. Ma niente, ragazze mie, le cose non erano cambiate. Certi corpi, anche dopo anni, non si incastrano. C’è poco da fare. Però parlammo della nostra prima volta insieme e delle mozzarelle. Sarà per questo episodio che a me le mozzarelle non piacciono?
Mettiamo da parte gli scherzi…
In questa settimana che abbiamo parlato di verginità e prime volte, abbiamo notato che siamo tutte diverse.
A qualcuna la prima volta è stata tolta.
Qualcun’altra non le ha dato nessuna importanza.
Altre nemmeno, ma se potessero tornare indietro farebbero tutto in modo diverso.
Qualcuna ha anche detto che la verginità non è un valore.
Su questo, mi dispiace, non concordo.
A mio avviso, non tanto la verginità, quanto il nostro corpo, ha tantissimo valore.
Non dico che si debba fare sesso per amore. Ognuno di noi vede le cose in modo diverso. Ma penso che si debba fare perché si vuole. Scontato? Non direi. Ancora oggi mi scrivete che, a volte, vi sentite in dovere di fare certe cose. Ma non è così, tesorine mie. No.
Qualsiasi cosa facciate “a letto” dovete farla solo perché siete voi a volerlo. Non perché vi sentite in obbligo verso il/la partner o perché le vostre amiche sembrano grandi esperte. No.
Riflettete su questa cosa. Una sola cosa è per certo nostra. Il corpo. Dovremmo amarlo, accudirlo, farlo godere di tutto solo per nostra volontà. Non abbiate paura a dire no. Al massimo vi sentirete “rifiutate”. Ma non è meglio un rifiuto (di una persona che lo fa per mancanza di rispetto) che una sensazione di costrizione?

Di seguito i racconti di tre Clitoridine…

G. si racconta…

La mia prima volta fu a 19 anni, quindi ne troppo “presto” ne troppo “tardi” (se vogliamo calcolare gli stereotipi).
La mia prima volta fu con un uomo di 50+ anni, un mio professore. Egli mi abbindolò come se fossi una bambola, mi parlava di amore, convivenza e stronzate varie, ma alla fine ero solo un’altro dei suoi burattini. Probabilmente io sono stata una delle più grandi dato che oltre che ho scoperto fosse pedofilo.
Quel bastardo schifoso ha usato me come tante altre ragazze per divertimento e pura lussuria, ha bloccato e traumatizzato la sessualità di chissà quante altre ragazze e ragazzi.(È bisessuale.)
Non ho un bel ricordo della mia prima volta, ricordo soltanto di aver perso tanto sangue e di aver pianto per ore vedendo il sangue sulla mia mano, mentre il bastardo mi consolava facendo il finto preoccupato.
La mia prima volta è da dimenticare, come la storia di quel bastardo che spero crepi in carcere.

M. C. si racconta…

Io penso che dipenda molto dall’età, almeno per me. Anche io ho 23 anni e sono ancora vergine, però, forse proprio grazie a questo ho maturato un’idea di verginità completamente diversa, anche documentandomi a riguardo. C’è davvero molta ignoranza su questo tema, come sul sesso in generale; sono infatti rimasta stupita di come amici e amiche mie, che hanno già fatto sesso da diverso tempo, non sappiano cose basilari in tema sessuale. Ci sono donne che non sanno la differenza tra clitoridea e vaginale e lo trovo molto grave.
Anche io ho avuto un periodo di grande sconforto a causa della verginità e mi sono rivolta ad uno psicologo. Diciamo che il mio era un problema non tanto legato al fatto che avessi raggiunto una certa età e quindi fosse doveroso fare sesso (perché ognuno ha i suoi tempi), quanto al fatto che volessi fare sesso ma non riuscivo a lasciarmi andare. Lui mi ha aiutata tantissimo e mi ha fatto scoprire la masturbazione. In realtà, mi sono sempre masturbata, sin da quando avevo cinque anni, su un cuscino o sul bordo del letto. Da un annetto a questa parte ho scoperto la masturbazione vaginale e mi si è aperto un mondo. La masturbazione è fondamentale per conoscere il proprio corpo e saper comunicare al partner ciò che desideriamo. Ho iniziato con le dita, poi con oggetti e oggi so perfettamente quando sono abbastanza lubrificata o quando ho bisogno di più tempo. Essere vergine vuol dire non aver avuto un rapporto penetrativo con un uomo. Non altro, come l’ignoranza spesso vuole. È più uno stato mentale che fisico, a mio parere. E non c’entra nemmeno nulla l’imene, come ci hanno fatto credere, ne’ tanto meno il dolore. Ogni donna ha un imene diverso, che può essere più o meno elastico e può avere diverse forme. Ad ogni modo, la vagina è circondata da due muscoli che, come tutti, possono essere allenati. Con una buona masturbazione, si può davvero arrivare a non sentire nessuno dolore quando arriverà la prima volta. Su questo ne ho sentite di cotte e di crude: che fa malissimo, che esce sangue, che le prime volte sono brutte. E queste false credenze fanno davvero molti danni, perché sono tra le prime cause di vaginismo. Certo, ovviamente contano anche le conformazioni fisiche, ad esempio un imene fibroso, che comunque è raro. C’è chi nasce addirittura senza imene. Quindi verginità e imene sono due cose diverse. Per quella che è la mia esperienza, posso dire che ciò che comunque si dice è tutto falso. Questo avviene perché la donna, non essendo abituata a toccarsi, non si conosce e non sa quando è pronta per accogliere la penetrazione, non sa cosa le piace, ne’ quale posizione preferisce. Anche chi non ha l’imene può sentire dolore, ma sempre perché la vagina non è abituata ad accogliere nulla al suo interno e non è nemmeno abituata a quel tipo di movimento. Masturbandosi, tutto ciò viene evitato. Ovviamente, ciò che ho detto non deve essere fatto come ‘esercizio’ per la prima volta, ma solo se si sente l’esigenza di masturbarsi e inserire qualcosa dentro la proprio vagina, come è stato per me. Prima, con altri ragazzi che frequentavo, con un solo dito sentivo molto male. Questo perché non mi conoscevo e nemmeno molti ragazzi sono così bravi come dicono o fanno credere. Non sempre fare sesso vuol dire saperlo fare bene. Da un anno a questa parte la mia concezione di verginità è cambiata perché, non solo so che è necessario masturbarsi (per puro piacere, per conoscersi, perché rilassa, perché fa bene al corpo) ma perché so che non è un pezzo di carne a definirmi come persona. Per me non è più un valore, ma nemmeno un ostacolo. Forse a 15 anni è giusto condividere la prima esperienza con il proprio fidanzato o amico stretto, ma dai 18 anni in poi credo che, essendoci una maturità e consapevolezza diversa, bisogna lasciarsi andare e affidarsi alle sensazione che il nostro corpo sente. Almeno questa è la mia opinione ovviamente. Le pulsioni sessuali che ho adesso sono di gran lunga più forti di quelle che avevo sino a qualche anno fa. Quindi, per me è la verginità è una questione mentale, ma non fisica (forse perché vergine fisicamente non lo sono più).
Detto questo: ragazze, vergini o meno, MASTURBATEVI e tanto!

F. si racconta…

Premetto dicendo che credo sia importantissimo parlare della “prima volta” senza veli e senza censure,anche perché di stupide leggende metropolitane ce ne sono fin troppe. La mia prima volta è stata con il mio attuale ragazzo,a quasi diciannove anni e lui venticinque.
Lui di donne ne ha avute tantissime,pure troppe,io invece non ne sapevo nulla quindi lui è stato premuroso e rispettoso del mio corpo acerbo. Mi ha fatto aspettare perché non voleva che la mia prima volta fosse in macchina. Alla fine ci siamo ritrovati nell’ufficio del padre,sulla scrivania. Sapeva quanto amassi tenergli le mani,quanto mi tranquillizzasse e me le ha tenute strette tutto il tempo. Ricordo davvero con piacere quella serata infatti gli ho confessato che mi piacerebbe rivivere quella sera e perdere ancora la verginità con lui. È inutile dire che è stato tutte rose e fiori,il dolore c’è stato e lui era più preoccupato e spaventato di me ma ha detto che la mia espressione era tragicomica,il mio volto trasudava piacere e dolore allo stesse tempo e dopo ci abbiamo riso su. E dopo un massaggio alla schiena e tanta dolcezza siamo andati a cenare. Mi ha chiesto trecento volte come stessi,se provassi ancora dolore ed è una cosa che ho apprezzato tantissimo,nonostante la sua esperienza quasi decennale ha avuto rispetto per il mio corpo acerbo.
P.s: adoro ciò che fai,dovrebbero esserci più persone come te! il sesso è ancora un tabù.

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