Poesie

“Nudità” di Stefania Onidi

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Lungo la schiena la mano del ricordo
scrive la sua poesia insonne,
si passa il dito sulla lingua
e ogni a capo è
una goccia di saliva sulla pelle,
ogni goccia un pretesto
di godimento senza precauzioni.

Modula il silenzio armato del tempo,
del segno antico ha nostalgia
ne imprime l’eco sulla carne.

Morde il collo, infiamma l’inguine
poi divora tutto il corpo,
incide con denti di luna
musica intatta di risa diamanti.

Dolcissima nutre la fiamma
schiude i tagli del piacere.

Penso a quando mi dormivi
addosso
al tuo respiro lieve,
all’odore delle nostre nudità, bianche e
potenti.

*

All’alba corico dove siamo stati
dove tu sapevi leggermi il corpo
rendermi tra le costole il battito
modellarmi alla vita.

Luogo indifeso, vi ritorno. Mi apro.
L’offerta è tra le mie gambe,
alle dita un piegarsi ritmico del desiderio
fino all’esplosione lenta della solitudine.

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